Ticket, analisi Gimbe: nel 2019 spesi quasi 3 miliardi di euro, ma il 38% finisce in farmaci di marca

A fronte di un investimento di 554 milioni/anno di risorse pubbliche per favorire l’accesso alle prestazioni specialistiche, c’è un esborso per i farmaci brand da parte dei cittadini di oltre 1.120 milioni, il 38,2% della compartecipazione alla spesa sanitaria e il 71% di quella per i farmaci. È quanto emerge dall’ultimo report dell’Osservatorio GIMBE che analizza in dettaglio composizione e differenze regionali della compartecipazione alla spesa sanitaria che nel 2019 sfiora i 3 miliardi di euro. “Il nostro report indipendente – afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe - conferma notevoli eterogeneità regionali che richiedono azioni differenziate. In particolare, se le risorse allocate per il superamento del superticket determineranno una progressiva riduzione della compartecipazione per le prestazioni specialistiche, mancano azioni concrete per promuovere l’utilizzo dei farmaci equivalenti, in particolare nelle Regioni del Centro-Sud”.

Ad emergere, ancora una volta, è “l’ostinata e ingiustificata resistenza ai farmaci equivalenti in tutte le Regioni del Centro-Sud – rileva Cartabellotta - che registrano una spesa per i farmaci di marca più elevata della media nazionale”. In particolare: Lazio (€ 24,9), Calabria (€ 24,7), Sicilia (€ 23,9), Campania (€ 23,3), Basilicata e Molise (€ 22,5), Puglia (€ 22), Abruzzo (€ 21,5), Umbria (€ 20,8) e Marche (€ 20,3). “Rispetto all’equità di accesso alle cure – conclude il presidente della Fondazione Gimbe – auspichiamo che venga presto attuata una delle più grandi incompiute politiche degli ultimi anni, già prevista dal Patto per la Salute 2019-2021: ovvero uniformare a livello nazionale regole per le esenzioni e criteri per la compartecipazione alla spesa sanitaria”.
 
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