
Questi includono un composto anti-HIV chiamato R 82913, un membro di una famiglia di farmaci usata per trattare il diabete (agonisti PPAR-) chiamato DS-6930, un potenziale farmaco per il trattamento dell'osteoporosi (noto come ONO 5334) e apilimod, un farmaco sviluppato per il trattamento di disturbi autoimmuni come il morbo di Crohn. Tre dei composti piu' potenti, tra cui ONO 5334, apilimod e MDL 28170, che in precedenza hanno dimostrato di compromettere l'infezione da virus Ebola, sono stati testati per la loro capacita' di ridurre la replicazione SARS-CoV-2 nel tessuto polmonare in coltura. ONO 5334, MDL 28170 e apilimod hanno dimostrato di ridurre il numero di cellule infette del 72%, 65% e 85%, rispettivamente. In passato, Apilimod e' stato ben tollerato nell'uomo, con un profilo di sicurezza favorevole a dosi comprese in un intervallo che potrebbe avere un effetto antivirale nei pazienti.
Molti dei farmaci identificati in questo studio sono stati testati in contesti clinici, "il che - concludono gli autori – potrebbe consentire una valutazione preclinica e clinica accelerata di questi farmaci per il trattamento di pazienti con COVID-19".
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