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I primi due provvedimenti di chiusura definitiva di siti internet hanno riguardato: https://testcoronavirus.shop.it e https://farmaciamaschile.it. Per quanto il primo, l’Antitrust ha chiuso un provvedimento aperto il 22 marzo con il quale aveva usato i suoi poteri di natura cautelare per oscurare il sito in questione, in considerazione delle modalità di vendita ingannevoli ed aggressive utilizzate. Il sito pubblicizzava un test di autodiagnosi, al prezzo di € 24,86, che avrebbe permesso di scoprire, in maniera rapida ed affidabile, l’eventuale avvenuto contagio da covid-19.
La decisione del 22 marzo u.s. è stata pertanto confermata l’11 maggio. In seguito al suddetto provvedimento cautelare, il titolare del sito, la DRT - Drug Reposition Technology S.r.l., ha comunicato all’Antitrust che cesserà la vendita sul sito del prodotto “Rapid test COVID-2019” e che manterrà oscurato il sito a dominio https://testcoronavirus.shop.it e i relativi contenuti.
L’Autorità Antitrust ha accettato tali impegni, con riserva di verifica in merito alla loro concreta e piena attuazione, chiudendo il provvedimento senza ulteriori decisioni di natura sanzionatoria.
Con il secondo provvedimento ha invece chiuso il provvedimento contro il sito farmaciamaschile.it attraverso il quale veniva proposta la vendita online del farmaco con obbligo di ricetta kaletra, in spregio dell’attuale normativa che vieta la vendita online di farmaci etici. Anche in questo caso il 27 marzo era stato disposto l’oscuramento del sito.
Anche in questo caso, come per il sito farmacocoronavirus.it non è stato possibile rintracciare il titolare del dominio in quanto la persona fisica il cui nome è stato utilizzato per la registrazione del sito è stata sottoposta a furto d’identità. L’Antitrust ha pertanto deciso di confermare l’inibizione dell’accesso al sito nonché la sospensione provvisoria di ogni attività attraverso il suddetto sito internet.
Il terzo provvedimento, relativo al sito tigershop.it già bloccato in via cautelare per illecite modalità nella vendita di mascherine FFP2. Tali modalità si concretizzavano in “vanti” pubblicitari su possesso di certificazioni ed attribuzioni di caratteristiche qualitative e tecniche - anche attraverso immagini che riguardavano ingannevolmente marchi noti e affidabili - che non trovavano riscontro nei prodotti consegnati ai consumatori. Anche il prezzo (da 10 a 13 €) estremamente elevato e consegne con notevoli ritardi erano stati oggetto della censura dell’Antitrust che comunque non ha ancora chiuso l’istruttoria ma ha confermato la validità della sospensione cautelare in attesa del giudizio definitivo, non considerando plausibili le argomentazioni difensive inoltrate dalla società titolare del sito.

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